Sign O the time


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1987
paisley park
warnerbros

30 Marzo 1987
(2 cd)
tracce 9 / 7
durata 41' / 40'
1
2
3
4
5
6
7
8
9

1
2

3

4

5
6

7
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Sign O the times
Play in the sunshine
Housequake
(lead vocal by Camille)
The ballad of Dorothy Parker
It
Starfish and coffee
Slow love
Hot thing
Forever in my life

U got the look
(lead vocal by Camille)
If I was your girlfrind
(lead vocal by Camille)
Strange relationship
(lead vocal by Camille)
I could never take the place of your man
The cross
It's gonna be a beautiful night
(recorded live in Paris with the Revoluiton)
Adore
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singoli
Sign O the times

If I was your girlfrind
(lead vocal by Camille)

U got the look (maxi single)
(lead vocal by Camille)





I could never take the place of your man (maxi single)



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/b-side
/La, la, la, he, he, hee

/Shockadelica
(lead vocal by Camille)

/U got the look
(long look)
U got the look
(single)
Housequake
(album)
(lead vocal by Camille)
Housequake (7 minutes moquake)
(
lead vocal by Camille)

/I could never take the place of your man
(album)
Hot thing
(edit)
Hot thing
(ext. remix)
Hot thing
(dub version)
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produzione
Prince
autori
Prince
Starfish and coffee
Prince \ Susannah
Slow love
Prince \ C. Davis
It's gonna be a beautiful night
Prince \ Dr. Fink & E. Leeds

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RECENSIONI

Sign O The Times è un album chiave della discografia di Prince per svariati motivi. Innanzitutto è un progetto che rivela tutta l'ambizione del nostro principe: un doppio album che doveva essere un triplo o forse di più se non ci fosse stato lo stop della Warner bros. Un album che, oltre ad aver dato il via alle ben note controversie contrattuali, ha avuto tanti "fratellini", legali o meno, come il misterioso Black album (pubblicato ufficialmente anni dopo), Camille ed il triplo Crystal ball.
Era il 1987 e Prince aveva avuto il primo attacco di "incontinenza musicale" (tutta a nostro favore): non si limitò a Sign O the times, ma si dedicò alla produzione di ben 4 album per artisti della sue cerchia, spaziando dal puro pop di Jill Jones & Sheila E (Mia bocca per la Jones fu un successo mondiale, purtroppo l'unico) fino al jazz dei Madhouse capeggiati da Eric Leeds (i quali pubblicarono ben 2 album nello stesso anno!).

Sign O the times è, a mio avviso, l'album più variegato ed eterogeneo di Prince sia dal punto di vista musicale che da quello dei testi, sempre all'insegna di Dio, amore & sesso, non snobbando però stavolta anche l'attualità.
E' proprio con l'attualità, con una denuncia della stupidità del mondo, che si apre l'album con la title track: una sorta di telegiornale (si tocca la guerra, l'aids, calamità naturali) accompagnato da un ritmo compulsato ed economico. Onore al video, considerato allora all'avanguardia: niente immagini, solo le scritte del testo della canzone che si susseguono al ritmo della musica.
Dalla denuncia sociale i temi (ed anche le musiche) si spostano verso la voglia di divertimento e l'allegria: Play in the sunshine guarda al rock 'n' roll degli anni '60 mentre Housequake è un vero monumento al funk di James Brown (piccola curiosità: Housequake fu in seguito campionata da Boy Gorge in No Close 28 del 1988). Di questa canzone, onestamente, preferisco le versioni live offerte nel tour dell'album ed in quello di Love sexy, dell'anno seguente, rese più potenti dalla batteria della grande Sheila E.
Ci si calma solo per un po' con The ballad of Dorothy Parker (ispirata da Joni Mitchell) perché il lato B del primo disco forse supera il lato A: il sesso è in prima linea coi ritmi compulsavi di It e Hot thing mentre Starfish and coffee è un gioiellino pop (in collaborazione con Wendy & Lisa) da canticchiare sotto la doccia. Slow love è il primo lento dell'album, in cui Prince diventa un crooner... ovviamente a modo suo! Forever in my love è una vera e propria dichiarazione d'amore su una semplice base ritmica (solo cassa e basso, la chitarra compare solo negli ultimi secondi) e con cori in tempi sfalsati che creano un effetto particolarissimo.
Il primo lato del secondo disco si apre con la famosa U got the look cantata in coppia con Sheena Easton, non nuova in collaborazioni con sua Maestà (da antologia la sfrenata suite di 10 minuti di La, La, La, He, He, Hee sul lato B del singolo di Sign O the times). In If I was your girlfriend (ricantata anni dopo anche dalle TLC), Prince gioca con ipotesi sessuali... desidererebbe esse la migliore amica della sua "lei" per poterla vestire... Stupenda!
Strange relationship, ricorda un pochino il periodo flower-power alla Raspberry beret (da Around the world in a day) mentre la grande I could never take the place of your man riprende il pop orecchiabile degli anni '60.
The cross è una canzone/preghiera: prima eseguita solo con chitarra acustica e poi ripresa con chitarra elettrica & batteria. It's gonna be a beautiful night è il pezzo che onestamente preferisco. Eseguita live a Parigi, in compagnia di tutta la corte al completo (The revolution, Sheila E, Atlanta Bliss, Eric Leeds, Jill Jones, Susannah Melvoin) è una sfrenata danza con cori presi da film Il mago di Oz ed un rap mozzafiato di Sheila E.
Chiude l'album la dolcissima Adore, secondo ed ultimo lento dell'album, questa volta in falsetto.

Questo è l'album che, per il momento, contava più collaborazioni e la qualità ne va a guadagnare. Da encomiare, inoltre, l'utilizzo del sax di Eric Leeds e della tromba Atlanta Bliss che, nelle tournee dell'87 e dell'88, contribuirono alla rielaborazione dei classici del repertorio di Prince, rafforzando i riff di tastiera di Doctor Fink.
Misteriosa e conturbante la presenza nell'album di tale Camille, un alter-ego di Prince che diventa una vera e propria presenza "diversa" grazie alla voce modificata. Camille ebbe anche un suo album, mai pubblicato, e ricomparirà in Scarlett pussy, presente sul lato B di I wish U heaven, con la voce, probabilmente, di Cat o Sheila E.
brani migliori
U got the look
If I was your girlfriend
It's gonna be a beautiful night
Chibimario